Tassazione dell’oro

 

LA TASSAZIONE IN ITALIA SUI METALLI ED OGGETTI PREZIOSI

 

Informazioni legate all’acquisto dell’oro:

La direttiva europea 1998/80/CE del 12 ottobre 1998 ha sancito l’esenzione dell’Iva per gli investimenti nei metalli preziosi. Non ci sono  imposte fiscali sulle perdite, indipendentemente dalla durata della detenzione.

 

Informazioni legate all’acquisto dell’argento:

L’acquirente dovrà pagare l’IVA al momento dell’acquisto e pagare la tassa forfettaria o una tassa sulle plusvalenze in caso di rivendita.

Se decidete di portare l’argento acquistato in uno Stato membro dell’Unione Europea, sarà necessario pagare la differenza tra l’IVA in vigore nel paese dove è stato effettuato l’acquisto e quello in cui decidete di portare il metallo (in questo caso l’Italia).

 

Per quanto riguarda la rivendita di oro, argento, platino,  palladio sotto forma di  monete, lingotti o rivendita di gioielli:

Sono da considerare tre tipi di tasse (articolo 14 del decreto-legge 1 di luglio 2009, n.78)

“1. Le plusvalenze iscritte in bilancio derivanti dalla valutazione ai corsi di fine esercizio delle disponibilità in metalli preziosi per uso non industriale di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 251, anche se depositate presso terzi o risultanti da conti bancari disponibili, escluse quelle conferite in adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza alle Comunità europee, sono assoggettate a tassazione separatamente dall’imponibile complessivo mediante applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e relative addizionali nonche’ dell’imposta regionale sulle attività produttive, con l’aliquota del 6 per cento.

2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, sempre che i termini di presentazione della relativa dichiarazione dei redditi non siano ancora scaduti. Per il predetto periodo di imposta, l’imposta sostitutiva, commisurata ai dati risultanti dal bilancio relativo al periodo di imposta precedente, e’ versata, a titolo di acconto, entro il termine di scadenza del secondo acconto delle imposte sui redditi relative al periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero, a scelta del contribuente, per il 50 per cento alla predetta data e per la restante parte in due rate di pari importo entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi.

3. L’imposta sostitutiva non e’ deducibile ai fini della determinazione del reddito. Per l’accertamento, la liquidazione, la riscossione e il contenzioso si applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi. Le disposizioni del presente articolo sono in deroga ad ogni altra disposizione di legge ed entrano in vigore a decorrere dalla data si entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.”

 

Dove comprare l’oro fisico?