Il ruolo dell’oro nella risoluzione della crisi della Zona Euro

 

Con la crisi della Zona Euro che continua ad allargarsi e con la classe politica impreparata ed in cerca di una soluzione esaustiva e duratura, la questione principale è la seguente: come possono i paesi del Vecchio Continente praticare una politica di austerità e nello stesso tempo stimolare una crescita economica per pagare il debito ed uscire dalla crisi nelle vesti di paesi robusti ed indipendenti? Sono state proposte parecchie soluzioni, con alcune che hanno evocato la possibilità di usufruire pienamente delle riserve d’oro detenute delle banche centrali europee.

L'oro è la soluzione per risolvere la crisi della zona euro

Le riserve d’oro della Zona Euro sono di circa 10mila tonnellate e non è un segreto che paesi particolarmente in crisi, come Portogallo e Italia, ne detengono la maggioranza. Queste riserve sono state utilizzate da questi paesi negli ultimi anni, specialmente nell’ultimo decennio, le caratteristiche dell’oro del resto rispondono perfettamente alla conservazione della ricchezza e del valore. Non di meno, la domanda dovrebbe anche allargarsi ai ruoli che possono, e dovrebbero, giocare le riserve nel diminuire i problemi che aleggiano la Zona Euro ed i suoi paesi.

Quasi tutti sono concordi sul fatto che vendere queste riserve non è la soluzione adatta: aldilà dei problemi evidenti, sapere che i debiti totali dei paesi n difficoltà dell’Europa superano leggermente il valore delle loro riserve d’oro, la legge dell’Unione Europea non lo permetterebbe. Esiste anche il Central Bank Gold Agreement, un accordo sulle bance centrali sull’oro, che limita la vendita del metallo giallo al fine di preservare il valore collettivo delle riserve dei paesi dell’Europa dell’ovest. Le riserve dell’oro dei paesi più in crisi della Zona Euro (Portogallo, Spagna, Grecia, Irlanda ed Italia) non rappresentano nemmeno il 3,3% dei debiti totali delle loro governi centrali. La vendità delle loro riserve d’oro non coprirebbero nemmeno un anno dei loro debiti. Sarebbe come se qualcuno vendesse tutto ciò che possiede per pagare un mese d’affitto.

 

Come l’oro potrebbe essere una soluzione esaustiva e solida per uscire dalla crisi?

 

Se escludiamo la vendita delle riserve, come può l’oro giocare un ruolo da protagonista nella soluzione alla crisi? La risposta si trova nei costi d’indebitamento insostenibili al quale devono far fronte i paesi più colpiti dalla crisi. Dall’inizio della crisi i costi d’indebitamento del Portogallo hanno toccato la vetta (dalla creazione dell’Euro): più del 20% per i titoli di stato a cinque anni e più del 16% per quelli a dieci anni. Nel frattempo, i costi in Italia sono saliti del 7%, un livello che rende il debito pubblico insostenibile per gli analisti.

Questi due paesi, in particolare l’Italia, hanno delle riserve d’oro notevoli: se si servissero di una parte delle loro riserve in oro potrebbero ridurre sensibilmente il tasso con cui questi paesi creano il debito con le banche. Non soltanto questi stati ridurrebbero il loro debito ma ritroverebbero anche la fiducia dei mercati azionari, ed otterrebbero il tempo necessario per implementare le riforme strutturali e le strategie per la crescita economica.

Esistono tanti modi per adottare tal soluzione, come delle obbligazioni basate sull’oro. Ad esempio, le obbligazioni potrebbero essere basate in parte sull’oro o una struttura basata su su tranches potrebbe essere sviluppata per attrarre differenti tipi d’investitori.

L’oro è perfettamente in grado di ricoprire tal ruolo. Non sarebbe una novità perchè esistono dei precedenti dove l’oro è stato utilizzato con questo fine. L’Italia ad esempio ha ricevuto 2 miliardi dalla Bundesbank nel 1974 con l’oro come collaterale (un collaterale è un attivo trasferibile oppure una garanzia certa, serve a garantire un pagamento o un rimborso di un prestito nel caso in cui il creditore potrebbe non poter coprire il debito). Nel 1991, l’India ha utilizzato il suo oro come garanzia per ottenere un prestito da parte della Banca Centrale del Giappone ed altre. Il Portogallo ha ottenuto 1 miliardo di dollari durante la crisi finanziaria del 1975/77 da parte del BIS, della Bundesbank e della Banca Nazionale della Svizzera, e la maggioranza del prestito fu ottenuto usando come pegno una buona parte delle riserve auree del paese.

Il fatto che l’oro non abbia alcun rischio di credito ne fa un bene ideale come garanzia di pagamento: vediamo già come nel settore privato l’oro è sempre più utilizzato a tal scopo. Le clearing houses del mondo intero accettano sempre più l’oro come collaterale. In Europa la LCH.Clearnet e la ICE Clear Europe accettano entrabe l’oro come garanzia di pagamento come contropartita dei contratti derivati.

Certo, come tutte le altre soluzioni proposte per la crisi alla Zona Euro, esistono alcuni materie di ordine legale che dovrebbero essere risolti perche siano delle obbligazioni basate sull’oro. Per esempio, nell’Euro Zona l’oro è detenuto e controllato dalla bance centrali e non dai governi, un problema però sormontabile.
L’oro costituisce una delle forme più antiche di bene di «garanzia», è stato ed è utilizzato in questa veste da individui ed istituzioni da parecchi secoli. Anzi, se ci si pensa bene si tratta del ruolo principale ricoperto dall’oro. E per i paesi che hanno avuto la saggezza di accumularlo è arrivato il tempo di raccogliere i molti benefici.

 

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