Il rimpatrio dell’oro svizzero, conseguenze sul mercato ?

Les Suisses veulent un référendum pour rapatrier leurs réserves d'or

Di Egon von Greyerz

Oggi ho avuto un colloquio con Luzi Stamn, uno dei dirigenti della «Swiss Gold Initiatives». È membro del parlamento Svizzero e del più grande partito politico svizzero (UDC) nonchè il grande protagonista dell’iniziativa che include 3 punti principali.

Il primo punto è quello di bloccare la vendita delle riserve d’oro della Svizzera. Come il Regno Unito, la Svizzera ha venduto il proprio oro quando il mercato era al ribasso tra il 1999 ed il 2003. La Svizzera vendette il 50% delle proprie riserve d’oro quando il prezzo era al minimo.

Fermare le vendite è la prima richiesta. La seconda è quella di rimpatriare tutto l’oro in Svizzera. Terzo, la Banca nazionale svizzera (BNS) dovrà costituire nel giro di 5 anni, riserve d’oro per almeno il 20% dei suoi attivi.

È la popolazione Svizzera che ha innescato questo movimento e non il parlamento Svizzero o la BNS. Grazie a più di 100mila persone a favore di quest’iniziativa, un referendum verrà organizzato il 30 novembre 2014.

Ovviamente, non sappiamo quale sarà il risultato ma la banca nazionale Svizzera ed il governo sono contrari a questo referendum perché porrebbe fine alla loro capacità di stampare moneta e di manipolare il mercato. Poi, ovviamente, la maggior parte dei governi agiscono contro l’oro tramite il mercato dell’oro cartaceo. Quest’iniziativa potrebbe rovinare i loro piani.

L’oro elvetico è stato sicuramente allocato e venduto sul mercato. Non c’è praticamente più oro nei caveau delle banche centrali occidentali, il che rende sempre più difficile la manipolazione sul mercato cartaceo. Per ogni richiesta di consegna fisica di un’oncia d’oro cartaceo, il prezzo dell’oro aumenterà in modo esponenziale.

Traduzione di un articolo di  KingWorldNews

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