I quarant’anni di confisca dell’oro da parte del governo americano

 

Il grafico qui in basso, una serie di cronologie indicanti il totale d’oro posseduto dal Tesoro e dalla Riserva Federale degli Stati Uniti, mostra in modo lampante il momento in cui il governo a stelle e strisce ha promulgato il decreto 6102 che, “vieta la tesaurizzazione delle monete d’oro, lingotti d’oro e dei certificati aurei negli Stati Uniti “criminalizzando il possesso di oro sotto forma di moneta a tutti gli individui, società, associazioni o persone singole.” Divieto non esteso al governo ovviamente. Osservate bene come nel periodo postumo alla legalizzazione della confisca dell’oro della popolazione da parte del governo statunitense (conosciuto come periodo della svalutazione del dollaro).

Qui sotto invece il decreto del 5 aprile 1933 molto probabilmente destinato ad essere riutilizzato nel prossimo futuro:

I punti importanti del decreto 6102:

– Prima di tutto, al fine di rendere legittima la confisca su larga scala, il governo degli Stati Uniti ha preteso la restituzione di tutte le monete d’oro, lingotti e certificati aurei prima del 1 maggio del 193, scambiandoli a 20,67 dollari l’oncia. Parecchi mesi dopo, il nuovo prezzo ufficiale del metallo giallo (ovviamente imposto dal governo perchè nessuno poteva comprare oro) passò a 35 dollari per oncia.

Questo sistema è rimasto in piedi fino al 15 agosto del 1971, data in cui Nixon ha messo fine al gold standard… ed in effetti, la Riserva Federale svalutò il dollaro del 70% in brevissimo tempo.

– Secondariamente, non soltanto il governo ha scoraggiato i cittadini a detenere l’oro attraverso il controllo dei prezzi e penalizzando dunque chi era in possesso del metallo giallo, ma ha cambiato le regole nel bel mezzo del gioco in modo da poter creare un tesoro in oro massiccio di più di 8000 tonnellate, oggi conservato a Fort Knox, dimensione inaudita per un singolo mortale.

Questo ha permesso al governo americano d’avere il monopolio degli acquisti in oro, potendo acquistare tutto l’oro privato per scambiarlo con banconote create in libertà : questo è durato dal 1933 al 1974, anno in cui il divieto di possesso di oro per i privati fu cancellato per volere del presidente Gerald Ford. La legge che sanciva di fatto la legalità della proprietà privata di monete d’oro, lingotti e certificati aurei, è la Pub.L. 93-373, e venne proprosta al Congresso entrando in vigore il 31 dicembre del 1974.

Riassumendo, il governo degli Stati Uniti, adesso il più grande detentore ufficiale di oro fisico al mondo, ha accumulato il metallo giallo per 40 anni a costo zero, ed in questo modo ha costituito una riserva senza eguali.


Il processo messo in atto dal governo contro coloro che si rifiutavano di cedere tranquillamente il proprio oro (curiosamente non c’è stato alcun caso di persecuzione) dimostra come detenere i metalli preziosi in «casseforti autorizzate» è molto rischioso, i governi infatti possono cambiare le carte in tavola e prelevarvelo senza recriminazioni.

Un avvocato di New York, Barbier Campbell, aveva un deposito presso la Chase National di 5000 oncie troy (160 kg) d’oro. Quando Campbell ha tentato di ritirare l’oro, la Chase National ha rifiutato cosicchè l’avvocato ha proseguito per vie legali. L’indomani un procuratore federale ha accusato Campbell (era il 27 settembre del 1933) di non aver restituito il suo oro al governo…alla fine le accuse contro Campbell sono svanite ma il suo oro venne confiscato dalla riserva federale.

Per inciso, la banca dove l’avvocato teneva il suo oro è quella che in futuro divenne la JP Morgan…

Per chi ha certificati auriferi o ETF in un conto di broker che nella legge vengono riconosciuti come DTCC Cede & Co – istituti appartenenti ad una banca – gli auguriamo buona fortuna per la conservazione e specialmente per il ritiro.

Non dimenticate, in caso di dubbi, le parole immortali di Bernanke: “l’oro non è denaro.”

Speak Your Mind

*