L’oro durante un anno elettorale

 

Gli investitori si ricorderanno sicuramente che circa un anno fa l’oro toccò il picco dei 1900 dollari l’oncia. Successivamente, la strada è stata difficile per il metallo prezioso. Martedì l’oro ha toccato quota 1666 dollari l’oncia: questa instabilità del corso è dovuta, secondo alcuni, ad alcuni fattori come il calo della domanda in India e Cina dove la ripercussioni della crisi dell’Euro Zona si fanno sentire. Ma ci potrebbe essere un’altra spiegazione: le prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Secondo Terry Hanlon, presidente del Dillon Gage Metals (DGM), investitore nei metalli preziosi, il prezzo dell’oro diminuisce durante l’anno di elezioni presidenziali.

In una nota resa pubblica la settimana scorsa, la società ha ricordato agli investitori che nel marzo del 2008 il prezzo dell’oro toccava i 1000 dollari, a novembre durante le elezioni presidenziali (vinte poi da Obama) il prezzo scese fino a 740 dollari.

Hanlon scrive: «Non soltanto i presidenti uscenti fanno tutto il possibile per conservare l’attenzione del pubblico sugli aspetti positivi dell’economia, e ciò non è buono per l’oro, ma la Casa Bianca cerca di manipolare il prezzo della benzina per mantenere stabile il livello d’inflazione».

L’oro durante un anno elettorale

Dati economici negativi ed inflazione sono due tra i maggiori fattori che fanno lievitare il prezzo dell’oro: coloro che tentano di dimostrare una relazione tra il calo del prezzo dell’oro e le elezioni presidenziali negli Stati Uniti pensano che i politici creano una distrazione tra gli investitori deformando l’immagine dell’economia ed abbellendo l’effetto delle loro politiche.

Per meglio capire la situazione, basta seguire le notizie che circolano dopo l’annuncio di dati economici importanti, come i rapporti sull’occupazione negli Usa: lo schieramento repubblicano che mira ad insediarsi alla Casa Bianca cercherà di convincere gli elettori che gli ultimi rapporti dimostrano quanto l’economia vada male. Dall’altra parte, l’entourage di Obama dimostrerà come gli stessi dati provano invece che il paese è sulla buona via e che l’economia è migliore rispetto all’amministrazione di George Bush.

Ma i sostenitori dell’oro insistono sul fatto che manovre non fanno altro che distogliere l’attenzione sull’oro per un pò di tempo. La verità, come la realtà, poi torna sempre a galla.

Uno dei sostenitori dell’oro è Peter Schiff, CEO della Euro Pacific Precious Metals. Schiff pensa che la moneta non può più essere solo «un pezzo di carta» che si appoggia a sua volta ad altre monete di carta. Come Schiff spiega (leggere qui), tutte le monete di «carta» sono nate come sostituto dell’oro, e ciò donava valore commerciale.

Il sistema attuale pone il dollaro americano al centro dell’economia e lo riconosce come moneta di riserva internazionale, annuncia che l’ordine monetario globale è sul punto di essere rivisto completamente, altirmenti rischia di crollare.

Per Schiff quando questo accadrà, l’oro sarà la scelta più logica per rimpiazzare il dollaro come moneta di riserva internazionale.

In generale, sono le persone attive nel mercato dell’oro, come lo stesso Peter Schiff, che chiamano i molti alla reintroduzione del metallo giallo nel sistema monetario internazionale. Sono passati tanti anni senza avere un dialogo serio tra politici americani in merito all’utilizzo dell’oro come moneta, o di un ritorno allo standard-gold, ora queste idee stanno tornando a galla.

Molti analisti sono del parere che un ritorno allo standard-gold non potrebbe funzionare, anzi la sola considerazione è stupida ed insensata. Altri ancora sostengono che non c’è abbstanza oro per sostenere il debito pubblico del paese: nel frattempo l’idea di un ritorno allo standard-gold è stata giudicata così sensata da essere messa in agenza della convention repubblicana nazionale di questa settimana.

Secondo un articoloi del Money Morning, ci sono delle considerazioni d’ordine pratico per un ritorno allo standard-gold. Oltre a quello di vedere il prezzo dell’oncia schizzare a 10,000 dollari c’è quello del dollaro, gravemente svalutato il che danneggerebbe molto le transizioni internazionali. Questo forzerebbe il governo ad equilibrare il suo bilancio ed a farne le spese sarebbe lo stato sociale.

Quale sia il risultato delle prossime elezioni negli Usa, l’attenzione che i repubblicani posano sullo standard-gold è senza dubbio un ottimo modo per aumentare la fiducia verso gli investiementi nell’oro. Ciò dovrebbe attirare l’attenzione su condizioni economiche poco ideali, come gli sprechi governativi, il deficit che si gonfia inesorabilmente ed il budget squilibrato.

Queste condizioni economiche sfavorevoli di conseguenza aumentano l’attenzione verso l’oro, attenzione però spostata dalle elezioni imminenti.

Ciò fa credere a gente come Hanlon che durante l’anno di elezioni l’oro soffre, per poi tornare a salire dopo il verdetto delle urne, indipendentemente da chi sia il vincitore.

Dopo la corsa elettorale del 2008, la maggior parte dei mercati fu devastato dalla crisi finanziaria, con un nuovo presidente e la fine di un’intensa campagna elettorale, l’oro ha progredito stabilmente ed ha raddoppiato il suo valore con l’amministrazione Obama.

Incoraggiamo dunque gli investitori a comprare oro per un profitto a lungo termine.

 

Fonte: goldinvestingnews.com

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