L’oro della Germania: Auf Wiedersehen

 

L'oro tedesca resta a New York«Finalmente, prende una decisione, è il momento di buttarsi. Utilizza un’espressione legata ai giochi, dice ‘tirare i dadi’, ‘alea jacta est’. Una volta che i dadi vengono lanciati, non possono essere controllati; Giulio [Cesare] e i suoi uomini attraversano rapidamente il fiume [Rubicone] e marciano veloci verso Roma. Vi arrivano quasi allo stesso tempo dei messaggeri inviati ad avvertire il Senato del loro arrivo».

Frances Titchener, To Rule Mankind and Make the World Obey

«La Germania ha detto di considerare il suo oro al sicuro in mani americane».

È una delle risposte più comuni quando una paese richiede il rimpatrio del proprio oro e la sua pretesa viene respinta. E pensare che la situazione era già decisamente ridicola. Qualcuno aveva dei dubbi? Non è patriottico avere dei dubbi, dovete avere fede. La saga dell’oro tedesco depositato nelle casseforti della Fed di New York è una delle più incredibili della Storia recente. Penso che possa tranquillamente diventare lo scandalo economico del secolo. La maggior parte dell’oro tedesco è sparito, oppure oggetto di rivendicazione da parte di diversi stati. È stato offerto alle banche per puro profitto.

 

L’oro della Germania resta a New York per lo sgomento degli euroscettici
Di Birgit Jennen 23 giugno 2014

La Germania considera il suo oro al sicuro in mani americane. La perdita di fiducia verso l’euro in seguito alla crisi finanziaria in Europa ha alimentato la campagna per il rimpatrio di 141 miliardi di dollari di oro tedesco depositato a New York ed a Londra. Dopo il rimpasto della coalizione che sostiene Angela Merkel, Berlino ha realizzato che il rientro della metà delle riserve d’oro in suo possesso, e custodite all’esterno, fosse il minimo indispensabile per assicurarsi della loro sicurezza.

“Gli statunitensi si prendono cura del nostro oro, ha dichiarato Norbert Barthle, portavoce economico del blocco cristiano-democratico della Merkel in Parlamento. Non c’è nessun motivo per dover dubitare di loro”. La fine delle negoziazioni in merito al rimpatrio del metallo prezioso, del secondo più grande detentore di oro del mondo, pone di fatto un termine ad una possibile discordia tra gli Stati Uniti e la Germania.

Un epilogo che tuttavia alimenta le proteste degli euroscettici, come il partito Alternative für Deutschland, secondo cui l’oro tedesco dovrebbe far ritorno a Francoforte affinché non venga utilizzato per forzare la Germania a mantenere in piedi l’unione monetaria. “La Bundesbank non ha mai dubitato dell’integrità dei depositi internazionali, ha precisato Carl-Ludwig Thiele, membro del Consiglio della banca incaricata dei pagamenti, in un’intervista del 23 maggio. Abbiamo visto tutto ciò che volevamo vedere a New York. Per quanto ci riguarda, non c’è più alcuna questione in sospeso”.

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