È arrivato il momento di pensare diversamente e di adeguare la ripartizione degli investimenti

 

Il sentimento sul mercato dell’oro, in particolar modo presso gli hedge funds e gli speculatori istituzionali, è già estremamente negativo. La psicologia del mercato non può essere peggio. Anche i partigiani dell’oro sono petrificati. Ma i contrarians (anticonformisti) dicono che questa situazione instabile potrebbe essere il segno di una prossima ripresa dei prezzi.

La pressione al ribasso sui prezzi proviene da due fonti di vendite ben distinte:

Prima di tutto, il trading esercitato dalle aziende che scambiano dell’oro e gli speculatori istituzionali sui mercati a termini regolamentati, e sui mercati over-the-counter (mercati sui quali i titoli finanziari si scambiano di comune accordo) non regolamentati spesso guidati da algoritmi informatici complessi. Si tratta dei “dark pools dove il commercio passa innoservato, ma dove i volumi d’oro cartacei acquistati e venduti possono essere enormi. Per saperne di più  vi invito a leggere il mio articolo pubblicato il 15 maggio scorso, e intitolato Dark Pools, Program Trading and the Decline of Gold

In un secondo tempo, il fenomeno più recente e di grande importanza è stato il trasferimento dell’oro (principalmente sotto forma di fondi auriferi acquisiti in borsa) verso le opzioni da fondi speculativi ed altri investitori istituzionali che vogliono usufruire del mercato rialzista molto presente a Wall Street.

Dopo le numerose vendite che hanno affondato l’oro diverse volte nel corso degli ultimi mesi – bloccando una crescita dei prezzi ad oltre i 1 400$ – è fortemente possibile che non resti molto cose prima che i Gold Bears (quelli che pensano che il mercato crollerà) lascino stare.  È possibile che quelli che vogliono convertire i loro assets in opzioni l’abbiano già fatto. Ciò basterebbe a trasformare il mercato.

In verità,  il recente aumento delle vendite è stato provocato da un piccolissimo numero di hedge funds oltre a degli speculatori istituzionali. Come indicato qui sopra e analizzato in profondità nella stampa finanziaria, i fondi si sono buttati sulle opzioni,  attrati dalla perspettiva di un continuo apprezzamento a Wall Street.

Nonostante una certa calma ultimamente, i mercati fisici dell’oro e dell’argento restano sovraccaricati ed i premi per i lingotti sui mercati asiatici restano alti, ciò che indica anche che la penuria del metallo giallo continua.

Un piccolo numero di cosiddetti acquirenti, credono che la pazienza può essere una virtù.  Preferiscono aspettare invece di combattere gli hedge funds ed altri grandi giocatori che hanno recentemente fatto di tutto per evitare che l’oro aumenti di valore.

Non significa che gli acquirenti fisici vacilleranno – né che non ce la faranno – ma questo suggerisce che qualche potenziale compratore aspetti una vendita massiccia e che i prezzi siano ancora più vicini al picco più basso registrato quest’anno.

Ma rischiano di essere delusi i compratori che aspettano prezzi inferiori prima di acquistare.

Nello stesso tempo, un certo numero di banche centrali di paesi emergenti hanno approfittato della debolezza dei prezzi di quest’ultimi mesi per accumulare oro. Nell’insieme, queste banche centrali sono sottopeso in termini di oro e sovrappeso in termini di dollari, in euro, in yen ed in altre valute cartacee che si svalutano.

Questa settimana, la pubblicazione dei dati della FMI sugli acquisti delle banche centrali ha dimostrato che la Russia è stato ancora una volta il più grande compratore d’oro durante il mese di aprile. La dirigenza russa vede nell’accumulazione di oro da parte della propria banca centrale,  una politica strategica per diminuire la potenza del dollaro nel sistema monetario internazionale. È importante sottolineare che gli acquisti d’oro da parte della Russia, continueranno qualsiasi siano le condizioni di mercato.

I dati della FMI non hanno rivelato che la banca popolare cinese (BPC) prosegue i suoi acquisti di oro – più o meno tra 10 e 20 tonnellate al mese – che, come gli acquisti della Russia, sono motivati da ragioni geopolitiche. Questi acquisti massicci dovrebbero continuare negli anni futuri.

Ironicamente, questi due paesi – gli avversari della guerra fredda dell’America – sono un esempio per gli investitori privati, particolarmente quelli che scarseggiano in oro.

Raccomandiamo agli investitori di detenere almeno il 5 o 10% del loro patrimonio in oro fisico come se fosse una polizza assicurativa a lungo termine contro il rischio. Certi vorranno forse investire di più. Comunque con le opzioni al rialzo e l’oro che cala dal picco storico di settembre 2011, numerosi investitori penseranno di non avere abbastanza oro – e vorranno così destinare una più grande parte del loro capitale in oro.

 

Nicholsongold.com

 

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