La massa monetaria del dollaro e la valutazione dell’oro

 

Di Alasdair Macleod – Finance And Economic.org

Nel corso dei due mesi trascorsi dal più recente aggiornamento del mio articolo sulla massa monetaria del dollaro americano, quest’ultima è cresciuta di oltre 292 miliardi di dollari raggiungendo i 12 861 trilioni di dollari e continua ancora ad aumentare.

La massa monetaria del dollaro

Ormai è più alta del 70,6% rispetto a quello che sarebbe stata se avesse continuato a crescere al tasso mensile costituito da contratti a lungo termine, registrati prima della crisi bancaria,  rappresentata dalla linea rossa sul grafico.

La riduzione del tasso di QE mensile non sembra aver provocato un rallentamento del tasso di crescita della massa monetaria. Effettivamente l’idea è quella di sostituire il QE con una crescita dei prestiti bancari. La riduzione graduale del tasso di QE può essere collegata alla Fed, convinta che i prestiti bancari inizieranno a riprendersi, il che rifletterebbe non solo un finanziamento di attivi ma anche la ripresa, tanto attesa, dell’attività economica.

Alcune informazioni più fresche lasciano qualche dubbio per quanto riguarda la ripresa. Le cifre scoraggianti riportate tra gennaio e marzo possono indicare che l’attività economica rimane sempre avvilente. Rispettivamente l’Europa ed il Giappone sembrano avanzare  verso la deflazione e la recessione, mentre il tasso di crescita cinese è minacciato dal rafforzamento del credito. Un ulteriore aumento della massa monetaria del dollaro potrebbe esser necessario per evitare una crisi del debito ed una deflazione.

L’oro

Questo secondo grafico presenta l’evoluzione del prezzo dell’oro dal crollo della Lehman, calibrato simultaneamente all’espansione della massa monetaria del biglietto verde ed alle stime delle riserve d’oro disponibili.

Da Luglio 2008, il prezzo dell’oro è passato da 928 a 1900 dollari prima di scendere intorno a 1280 dollari. Una volta aggiustato alla crescita della massa monetaria del dollaro, oltre alle stime delle riserve d’oro disponibili, il prezzo dell’oro al luglio 2008 ammonta a 590 dollari. Il prezzo è quindi calato fortemente in termini reali ed oggi viene scambiato ben al di sotto del suo record negativo registrato nel 2013.

L’adeguamento al 1934 è interessante. All’epoca l’oro veniva scambiato a 20,67 dollari, fino a 35 dollari anche, mentre la conversione di dollari in oro era vietata per i cittadini ed è ragionevole pensare che una libera convertibilità abbia potuto funzionare con tale prezzo. Il prezzo dell’oro all’epoca era valutato correttamente in relazione al dollaro.

Il prezzo dell’oro adeguato al dollaro del 1934 è reperibile qui sotto. In dollari del 1934, il prezzo dell’oro attuale sarebbe di 14,78$, una caduta del 58% in termini reali.

Questi confronti sono utili per gli investitori alla ricerca di un senso della prospettiva corretta. Gli analisti dimenticano troppo spesso d’interessarsi alla svalutazione delle valute anziché focalizzarsi sul prezzo futuro dell’oro. Pensano che il prezzo del mercato rappresenti una base di valore affidabile. Ignorano così la svalutazione delle valute, l’intervento del governo ed il sentimento del mercato, e pensano ingiustamente che i mercati sono efficienti.

Non è possibile provare che il prezzo dell’oro sia stato corretto prima del crollo della Lehman. Invece, aggiustando il prezzo con la massa monetaria del dollaro e con le stime delle riserve d’oro disponibili, troviamo una base di confronto utile. Dire che il prezzo in dollari del 1934 era abbastanza giusto è effettivamente una supposizione valida.

La conclusione è che l’oro dovrebbe oggi essere quotato intorno a 3050 dollari l’oncia per corrispondere alla valutazione del 1934, prima della crescita della massa monetaria e della svalutazione del potere d’acquisto del dollaro.

Fonte: 24hGold.com

 

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