Intervista a Philippe Herlin: “L’oro è un investimento per il futuro”

 

Acheteror.com ha intervistato Philippe Herlin, famoso finanziario francese, autore di  “Oro, un investimento per il futuro”.

Dopo parecchi libri sull’economia e la finanza, perché un libro sull’oro?

Molti amici e vari lettori del mio blog ladettedelafrance.fr mi chiedono spesso “che fare? dove mettere i soldi”. Ho scritto questo libro per risponderci concretamente e semplicemente.

Lei potrebbe presentarci in qualche riga “l’oro un investimento per il futuro”?

Si tratta di una guida pratica, che presenta l’oro come la moneta attraverso la storia, i suoi fondamentali economici, e poi la storia recente dal 1971, dove l’oro è stato disconnesso dal dollaro. Parlo anche della regolamentazione oltre alla fiscalità e presento i diversi modi per acquistarne (indirizzi, siti web).

Fra tutti, l’oro è l’investimento migliore da fare?

Diciamo che resta il più facile e pratico da fare. Ognuno degli altri investimenti veri (immobiliari, opere d’arte, materie prime, terre agricole) tiene il proprio interesse è ovvio, ma serve essere capace di definirlo. Sapere qual’è il migliore investimento dipende dal contesto economico globale ma l’oro delude poco.

Quanta parte del proprio patrimonio è possibile investire in oro?

In un modo generale diremmo fra il 5 ed il 10 %… Ma come dicevo precedentemente, non siamo un in periodo detto “normale”, il rischio di crisi sistemica (default delle banche) esiste, le banche centrali fanno dei profitti che raggiungono proporzioni preoccupanti. Secondo me non dobbiamo esitare ad andare oltre il 20, 30% dato che sia un risparmio a lungo termine.  Svuotare la propria assicurazione vita per investire in oro non è assolutamente irrazionale.

Attualmente il prezzo dell’oro è alto: E’ ancora tempo di comprarne?

Alto nei confronti di che cosa? Ecco un punto fondamentale che sviluppo nel libro: in realtà il prezzo dell’oro non “cresce”, resta stabile. E’ la carta moneta (euro, dollaro) che perde del suo valore. E dato che andiamo verso sempre più debito e monetizzazione, l’oro ha bei giorni davanti a sé!

Lei pensa, come lo dicono diversi media, che l’oro è in una bolla?

Assolutamente no. Invece è piuttosto tutto il nostro sistema finanziario ad essere una bolla! Rispetto a quello che è accaduto durante la crisi del 2008, i gruppi bancari hanno perso quasi il 90% del loro valore e non è finita ancora! Senza il maxi prestito della BCE (489 miliardi di euro per 523 banche ad un tasso del 1% su 3 anni, il 21 dicembre) avremmo visto senza dubbio il default delle banche. La solvibilità del nostro sistema finanziario resta una vera e propria interrogazione.

« L’oro non cresce, resta stabile, è la carta moneta (euro, dollaro) che perde il suo valore.»

Secondo Lei, qual’è il miglior modo per investire in oro?

Cerchiamo di essere chiari: soltanto l’oro fisico (monete, lingottini, lingotti). I contratti ETF oltre alle azioni di società minerarie non sono oro, ma capitali “cartacei” ideali per speculare.

Come imagina il futuro economico in Europa a medio termine?

Cosi cosi. I piani di salvataggio della BCE portano una calma temporale sui mercati pero questo non sistema nulla al problema (bilanci delle banche, sostenibilità del debito pubblico). Continuiamo ad aggiungere debito al debito e tutto ciò rischia fortemente di provocare inflazione e fallimento bancario… L’oro sarà allora uno dei rari salvagenti.

Secondo Lei, quale sarà l’uscita della crisi attuale?

L’oro è proprio una soluzione. Sostengo l’idea di permettere all’oro di tornare una moneta, cioè cancellare tutte le tasse su di lui. Attualmente non potete pagare in oro perché siete costretti a pagare la plusvalenza (o la tassa del 12.5%) quando vendete un lingottino o una moneta. Se l’oro diventa nuovamente una moneta e torna in circolazione, porterà sicurezza e stabilità al circuito finanziario. Quell’idea si lega a quella che difende le “monete complementari” ed un “sistema monetario diversificato” che sviluppo in “Ripensare l’economia”.

 

>> Seguite Philippe Herlin tramite il suo blog francese ladettedelafrance.fr e la sua pagina Facebook o Twitter

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