Il dollaro forte rovesciato dall’oro

 

Mente l’oro sia sempre intorno ai 1620 dollari, la leggendaria analista tecnica Louise Yamada ha svelato le sue prospettive del mercato in un intervista rilasciata dal King World News.

“Il prezzo di oro (GOLDS-1, 624.10) si manteneva sopra la recente chiusura ribassista quotata a 1539 dollari. Nello stesso tempo il MA calava a 10 e 40 settimane e la tendenza rialzista dal 2008 era storta con degli analisi settimanali (consultate la grafica qui sotto) e mensili restano ancora aperto ad una vendita con una tendenza ribassista sempre qui. E poi venerdi scorso, bum, 1600 dollari (!), grazie al ritiro del dollaro ( e probabilmente anche stimolato dalle coperture di posizioni allo scoperto).

Durante altri cali di mercati borsitici, l’oro ha subito spesso una correzione o è stato messo in pausa.  (Se un investitore non puo’ vendere altri articoli, l’oro subisce allora pressioni legate alla vendita). Inoltre le materie prime si possono spostare generalmente, contrariamente al dollaro americano. Ma la settimana scorsa l’oro non ha mollato davanti al dollaro forte invece il petrolio si. A breve termine, questo potrebbe essere una buona notizia per il metallo giallo.

Ci saranno dei rally (con o senza posizioni allo scoperto) eccetto se fosse coinvolta fortemente la tendenza ribassista intorno ai 1700 dollari, potremmo allora prendere in considerazione il seguito del process di correzione/consolidamento dell’oro. Inoltre, la resistenza più importante resta ai 1800 dollari

In questo momento restiamo indecisi sull’oro dato che gli osservatori tecnici attuali oltre all’improvvisa confusione provocano una fuga fuori dell’euro verso il dollaro ed i bond del Tesoro. La rottura sotto i 1600 dollari aveva suggerito un rischio potenziale di crollo intorno ai 1500 dollari (e anche 1400 dollari) dove troviamo il sostegno del consolidamento del 2010-2011. Non sappiamo bene se quello che si è successo venerdi scorso rappresenta un rally rebond o l’inizio di una completa inversione che potrebbe stabilire nuovamente la tendenza rialzista. Un giorno non basta per creare una tendenza ma può farne iniziare una.

Se guardiamo a lungo termine, i tassi di interesse reali negativi contro i quali l’oro si è sempre comportato bene, restano solidi e sostengono le perspettive di un mercato rialzista”.

 

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