La Fed fa calare il prezzo dell’oro

 

L’oro sembra colpito dalle ultime congetture sulla futura politica monetaria americana. Pubblicate mercoledì sera, le note del FOMC che suggeriscono che gli acquisti di bond del Tesoro da parte della Fed rallenteranno nei prossimi mesi se le statistiche economiche resteranno favorevoli, sostendendo il dollaro e spingendo i tassi d’interesse al rialzo.

Il miglioramento delle condizioni economiche potrebbe innescare la diminuzione dell’ammontare del programma di acquisto di attivi nei prossimi mesi.

Gli analisti della Saxo Bank affermano che i mercati sono «sempre indecisi dopo le dichiarazioni ambigue della Fed». Secondo loro, «la ripresa economica resta fragile» e «agendo soltanto a marzo del 2014, la Fed rimane prudente».

La settimana scorsa, durante il grande esame orale davanti alla commissione bancaria del Senato, la nuova presidentessa della banca centrale, Janet Yellen, ha stimato che è ancora troppo presto per ridurre le misure di sostegno all’economia. Insomma si tratta di un discorso simile al suo predecessore, Ben Bernanke.

Una riduzione degli acquisti di bond,  guidati attualmente al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese, danneggerebbero meno il bilancio della Fed e sarebbero una novità dalla creazione dei primi QE alla fine del 2008.

Secondo gli esperti di materie prime della Commerzbank, «la pubblicazione delle note della Fed ha portato gli investitori a vendere massicciamente oro ed argento».

La stampa locale indica che il Venezuela, molto indebitato, ha firmato un accordo con la Goldman Sachs che costringerebbe la banca centrale del paese a fornire alla banca americana 1,45 millioni di oncie d’oro (circa 45 tonnellate) entro l’ottobre del 2020 in cambio di contante. Quest’oro potrebbe essere riversato rapidamente sul mercato…

 

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