La Fed conferma il sostegno all’economia

 

Dopo un colloquio politico-monetario durato due giorni, la banca centrale ha confermato che continuerà l’acquisto mensile di 85 miliardi di dollari (62 miliardi di euro) di Bond del tesoro.

Come atteso la Riserva federale americana (Fed) ha annunciato, mercoledi 30 ottobre, che continuerà a sostenere i mercati finanziari oltre all’economia, dimostrandosi meno ottimistica per quanto riguarda la crescita ma nello stesso tempo rilevano un recente miglioramento della situazione dei mercati finanziari.

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Il Comitato federale del mercato aperto (FOMC) indica tramite un comunicato che ‘’in modo generale’’, l’attività continua a ‘’progredire ad un ritmo moderato’’ rispetto l’ultimo colloquio in settembre. Come lo scorso mese, la Fed dice di ‘’aspettare più segni di progresso’’ prima di sistemare il ritmo dei suoi acquisti di attivi.

Per influire al ribasso sui tassi e favorire la ripresa, la Fed continuerà a comprare ogni mese, come sta facendo dall’inizio dell’anno, 85 miliardi di dollari sotto forma di bond del Tesoro e titoli legati a prestiti ipotecari.

La Fed mantiene peraltro, il tasso direttivo tra lo 0% e lo 0.25% dalla fine del 2008 e si impegna a farlo fino a quando il tasso di disoccupazione non passa sotto il 6.5%. A settembre, era intorno al 7.2%.

Il Comitato afferma che ‘’i rischi di peggioramento dell’economia e del mercato del lavoro sono diminuiti dallo scorso autunno”.

Contrariamente a quanto annunciato nel precedente comunicato, questa volta la Fed non ha parlato del rialzo del tasso immobiliare che potrebbe compromettere la ripresa e quindi riconosce implicitamente che si è fermato l’aumento dei tassi. Il tasso medio del credito immobiliare a 30 anni era intorno a 4.33% mercoledi 30 ottobre mentre era circa il 4.75% durante l’ultimo colloquio del FOMOC a settembre, poi 3.34% a maggio.

Tuttavia la Fed sottolinea che la ripresa del settore immobiliare “è calata negli ultimi mesi”.

Molti furono sorpresi dallo statu quo votato a settembre. Controbilanciava effettivamente le dichiarazioni pubbliche del presidente della Fed, Ben Bernanke, che a maggio 2013 aveva preparato gli investitori ad una flessione degli acquisti di titoli sui mercati finanziari. Non è successo e la Fed riportò allora al primo trimestre del 2014 un eventuale consolidamento.

Ha deciso qundi di mantenere l’obiettivo. E questa volta non è più una sorpresa considerando la tabella congiunturale americana che giustifica il proseguimento del sostegno.

La Federal prevede due nuovi colloqui a dicembre (17-18) ed a gennaio (24-25) sotto la guida di Ben Bernanke prima che Janet Yellen diventi il nuovo capo dell’istituzione. Guiderà lei il colloquio del FOMC programmato nel marzo del 2014.

“Pensiamo che la Fed rimanderà fino a marzo 2014 la riduzione degli aiuti” stimano gli analisiti di Barclays Research.

Un solo membro del Comitato di politica monetaria, Ester George, presidente dell’ufficio regionale della Federal Reserve di Kansas City ha votato contro questa decisione. È preoccupato dalle conseguenze sull’inflazione che potrebbe avere la politica ultra-accomodante della Fed.

 

 

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