I dirigenti della Cina insistono per uno Yuan legato all’oro

John Ing, nel mercato dell’oro da più di 43 anni, ha condiviso numerosi aneddoti dopo il suo ritorno dalla Cina.

L’oro ha toccato il suo livello più basso da otto mesi e mezzo mentre il dollaro ha raggiunto il suo apice dopo quattro anni. Ho detto in diverse occasioni che la soglia minima che potrebbe raggiungere ora il metallo prezioso è di 1180 dollari l’oncia, per il momento ci troviamo ad un margine di distanza del 3%.

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Recentemente abbiamo assistito ad un calo del 6,5%, dunque penso che il peggio sia passato. I grafici mostrano che sia l’oro fisico che l’oro cartaceo vengono ipervenduti mentre il dollaro Usa e le azioni delle Borse sono ipercomprate. Una disconnessione che non dovrebbe durare ancora per molto.

Sono stato invitato per tenere un discorso in occasione del primo Chinese Gold Congress, sponsorizzato dal governo cinese e da cinque grandi società del paese, tra cui la China National Gold (azienda di stato). Il governo di Pechino è stato ampiamente rappresentato, considerando gli oltre 600 membri del partito che hanno presenziato. I cinesi conservano la fiducia nell’oro e la conferma arriva con l’acquisto di più di un terzo dell’offerta mondiale disponibile.

Denominatore comune tra i più grandi produttori della Cina è la preoccupazione per la durata delle loro riserve d’oro. In futuro prevedono di effettuare altri acquisti e sondano l’estero per nuove riserve sotterranee. Il presidente della China National Gold Group Corporation ha espresso convinzione in merito all’unione dello Yuan con l’oro, specialmente ora che comincia ad internazionalizzarsi.

Pechino ha in programma la costruzione di un nuovo deposito capace di custodire 1900 tonnellate di oro fisico. Sarà situato vicino ad Hong Kong, in una città chiamata  Shenzhen. Stando ai miei dati, il paese disporrà così di quattro depositi dediti alla custodia di oro fisico, tutti necessari, considerando il peso del paese nel mercato internazionale dell’oro, destinato ad aumentare al pari dei depositi.

Mi trovavo dentro i confini della Repubblica Popolare Cinese quando il Shangai Gold Exchange ha annunciato il lancio di una nuova piattaforma per gli scambi internazionali di oro. L’obiettivo, non dichiarato, è quello di determinare in futuro il prezzo dell’oro fisico. All’inizio l’offerta è ristretta ad 11 tipologie di contratti, tutti fissati in Yuan e non in dollari americani.

Le grandi banche, come UBS, Goldman Sachs, HSBC e Standard Chartered, parteciperanno ai negoziati sull’l’International Board del Shanghai Gold Exchange. Si tratta dell’ennesima prova dell’enorme appetito dei cinesi per l’oro fisico. I progetti per la costruzione di un nuovo deposito e l’internazionalizzazione del Shanghai Gold Exchange mi portano a pensare che Pechino, in un futuro non troppo prossimo, sarà pronto a dominare il mercato mondiale dell’oro, per ora si limita ad assorbire gran parte dell’offerta di metallo prezioso disponibile.

Un altro elemento di grande interesse è stata la presenza della Russia al Chinese Gold Congress, nelle vesti di ascoltatore molto interessato e sorpreso per la sincerità delle discussioni in merito ad una moneta cinese legata all’oro. Ciò dimostra che le sanzioni commerciali per la guerra in Ucraina, imposte dal blocco occidentale (Usa e UE), hanno spinto l’attenzione di Mosca verso l’est ed in particolare verso Pechino, in ottica di ottenere finanziamenti. L’ex Unione Sovietica è attualmente un importante compratore d’oro fisico, con riserve passate da 600 tonnellate a più di 1000.

Stiamo assistendo agli ultimi vagiti del dollaro statunitense. I cinesi, i russi ed altri paesi hanno cominciato ad acquistare altre valute anziché la moneta di Washington, e sarà proprio l’abbandono generalizzato del biglietto verde a fare salire il prezzo dell’oro. È in atto una guerra monetaria di scala mondiale, con ogni paese che cerca di indebolire la propria moneta, compresi Cina e Giappone. Questo tipo di guerra rappresenta un ambiente molto favorevole per un aumento del prezzo dell’oro, è possibile dunque ipotizzare che il calo del corso sarà fugace ma l’aumento invece illimitato.

 

Fonte: KingWorldNews.com

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