Crisi: Cipro preoccupa, l’oro rassicura

 

Il prezzo dell’oro è salito dell’1% dopo l’annuncio di lunedì scorso del prelievo forzoso dai conti correnti della banche cipriote in cambio dei 10 miliardi di euro di fondi per la salvezza.

 

Sabato 16 marzo, l’Eurogruppo, la BCE e la FMI si sono messi d’accordo sul piano di salvataggio di 10 miliardi di euro da destinare a Cipro in cambio però di una tassa su ogni cliente d’istituto bancario dell’isola, il 6,75% per i conti sotto i 100 mila euro e 9,9 sopra questa soglia.

Il parlamento cipriota dovrebbe pronunciarsi in merito martedì pomeriggio.

Dopo la protesta dei piccoli risparmiatori e secondo e ultime notizie pervenute, il progetto iniziale potrebbe cambiare natura: i depositi sotto ai 20 mila euro non dovrebbero essere coinvolti, applicando invece un prelievo del 3% tra i conti compresi tra i 20mila ed 10 mila euro.

bank run chypre

Ma il governatore della Banca Centrale cipriota Panicos Demetriades ha già anticipato: questa misura non sarà sufficiente ad ottenere i 5,8 miliardi di euro richiesti dall’Unione Europea. «Se riusciremo a raccogliere 5,5 miliardi di euro l’accordo allora salterà e il denaro per il piano di salvataggio non verrà concesso» ha spiegato il governatore. La situazione dunque rimane sempre incerta.

Indipendentemente da come finirà la situazione, le banche a Cipro rimarranno chiuse fino a giovedì per evitare la corsa ai prelievi….

 

Rischio di Bank Run

 

Il ragione di questo cambio di decisione è dovuto al fatto che l’Unione Europea si è resa conta che il timore diffuso nel resto dei paesi in difficoltà della Zona Euro avrebbe potuto provocare un’ulteriore inasprirsi della crisi.

I politici vogliono evitare che la paura si propaghi in tutto il continente ed inoltre bloccare la corsa agli sportelli verificatasi a Cipro (che potrebbe verificarsi in Italia, Spagna, Irlanda e Portogallo). Il ritiro massiccio di denaro, o “Bank Run”, potrebbe far crollare qualsiasi banca indipendentemente dalla sua saluta finanziaria, in 48 o 72 ore (tutto dipende dalla velocità con cui si diffonde l’informazione, dalla portata mediatica della paura).

Una piccola spiegazione del fenomeno del “Bank Run”: una banca deve la sua ricchezza al denaro che custodisce per conto dei suoi clienti. Una grande parte di depositi offrirano profitti a medio termine e ciò senza rischi. Fondi che non sono accessibili nel tempo. Risultato: quando un gran numero di risparmiatori vuole ritirare il proprio denaro, la banca non può semplicemente soddisfare le richieste. L’istituto allora fallisce rapidamente per una questione di liquidità e non di solvibilità, un problema che può verificarsi per ogni banca.

 

L’oro, bene rifugio, supera di nuovo la soglia dei 1600 dollari

In questo contesto, l’oro ha ritrovato il suo ruolo di bene rifugio ed tornato a salire, toccando nuovamente quota 1600 dollari dalla prima volta dopo il 27 febbraio. In Euro invece l’oncia d’oro è tornata ai livelli dell’11 febbraio.

Per Commerzbank ‘fin tanto regnerà l’incertezza (sulla questione cipriota e sul voto del Parlamento di Nicosia) e sulla situazione economica in generale, il prezzo dell’oro dovrebbe restare molto alto grazie al ruolo di bene rifugio che ricopre il metallo giallo’.

 

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