La Corea del Sud aumenta le sue riserve d’oro

 

La Banca Centrale della Corea del Sud, approfittando del calo dei prezzi ha aumentato le sue riverse di lingotti d’oro aumentate di 16 tonnellate dal mese di luglio. Questi acquisti, i primi a partire dal novembre del 2011, fanno parte di una volontà della banca sudcoreana di diversificare il suo «portafoglio» in orizzonte delle turbolenze sul mercato dei debiti pubblici della nazioni.

Questi acquisti fanno parte di una strategia mirata per diversificare gli investimenti a lungo termine e, non di meno, non dipendere nel futuro imminente dalla condizioni imposte dai mercati finanziari internazionali. L’oro è uno dei beni di rifugio per eccellenza e maggiori investimenti nel campo del metallo prezioso per antonomasia possono stabilizzare la nostra economia e dare più solidità alle nostre riserve di cambio” ha dichiarato Lee jung, capo del settore d’investimenti della BOK.

Le riserve di cambio della Corea del Sud sono aumentate fino a toccare i 314,35 miliardi di dollari a luglio, un aumento di 1,97 miliardi rispetto al mese di giugno del 2012: i lingotti d’oro rappresentano circa il 0,9% delle riserve.

Riserve d'oro della Corea del Sud

Per un responsabile della banca centrale sudcoreana, la moneta di cambio principali, ovvero il dollaro e l’euro, “hanno perso la loro influenza dopo la recente crisi finanziaria mondiale ed in parte a causa delle misure finanziarie poco ortodosse adottate da numerosi paesi e dai numerosi problemi di budget”.

Chiaro ed esaustivo il pensieto di Glenn Levine, economista alla Moody’s Analytics: “Non c’è alcuna moneta nel mondo che può essere considerata stabile e sicura”.

Le attività delle banche centrali, che detengono un sesto di tutto l’oro fino ad oggi estratto, hanno avuto un’influenza maggiore sul mercato dell’oro. Le banche centrali, con in testa i paesi emergenti dell’Asia e dell’Amercia Latina, hanno comprato l’anno scorso delle quantità d’oro da record dalla fine del sistema di Bretton Woods nel 1971 per volere del governo Nixon, sistema che fissava il valore del dollaro su quello dell’oro.

Gli analisti dicono del resto che gli acquisti massicci della Banca Centrale della Corea del Sud hanno giocato un ruolo molto importante per sostenere il mercato, anche perchè gli acquirenti tradizionali (come i consumatori asiatici di gioielli e gli hedge funds occidentali – sono diminuti negli ultimi dodici mesi.

La Banca Centrale della Corea del Sud ha comprato 56 tonnellate d’oro a partire solo dal mese di luglio, il che rende il paese come più secondo più grande compratore dopo la Russia, tra le banche centrali che divulgano pubblicamente le loro attività. La Corea del Sud detiene ormai 70,4 tonnellate d’oro, valutate circa 2,98 miliardi di dollari.

Sebbene le riserve d’oro della Banca Centrale della Corea del Sud rappresentano soltano l’1% del totale delle riserve di cambio del paese, la decisione d’ivestire delle somme significative nel metallo giallo dimostra come un grosso cambiamento in corso.

L’anno scorso, la Banca Centrale del paese dell’estremo oriente ha investito 2,1 miliardi di dollari nell’oro per proteggere il paese dalla crisi della Zona Euro e dal declassamento dell’agenzia di rating Standard & Poor, e dal debito pubblico degli Stati Uniti. Per la Corea del Sud, i titoli di stato dei paesi sviluppati non costituiscono più un rifugio.

Eugene Kim, un agente d’investimenti senior alla Banca Centrale della Corea del Sud, ha dichiarato che le riserve d’oro delle banca restano esigue in rapporto ad altri paesi. Gli economisti dunque si aspettano ad altri acquisti nei prossimi mesi.”

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