La Cina si gode le vendite d’oro

 

Ritroviamo ovunque analisi dell’appetito cinese per l’oro. Il grafico qui sotto è particolarmente significativo nel senso in cui confronta la domanda di oro del 2012 a quella del 2013 – che rimane per inciso un ottimo anno. Nel mese di agosto, la Cina ha importato 994 tonnellate d’oro via Hong Kong, contro 511 tonnellate nello stesso periodo nel 2012. E queste cifre non prendono in considerazione la produzione delle miniere d’oro domestiche della Cina (più di 300 tonnellate d’oro che non lasciano il paese) oltre all’oro che sbarca in Cina tramite altri porti. Se le importazioni mensili aumentassero a 100 tonnellate fino alla fine dell’anno, la Cina avrà accumulato, produzione mineraria inclusa, più di 1700 tonnellate d’oro nel giro di un anno.

Per mettere questa cifra in evidenza, la Germania detiene un po’ più di 3000 tonnellate d’oro (benché una gran parte delle proprie riserve sia depositata negli Stati Uniti che è stata molto probabilmente data in prestito poi sostituita da un attivo finanziario il cui valore è identico alla solvibilità delle banche americane). Nel giro di un anno, la Cina avrà quindi accumulato più della metà delle riserve ufficiali di una delle potenze finanziarie ed industriali dell’Occidente.

Perché? Forse i cinesi investono in un attivo che credono redditizio entro qualche anno, come l’hanno fatto i compratori di monete americane negli ultimi anni. O magari – quello che è più interessante, ma anche ben più probabile – pensano eventualmente di sostenere la loro moneta grazie all’oro e spingere il dollaro ai suoi limiti. L’idea che lo Yuan sostenuto dall’oro possa essere considerato, è apparso all’inizio dell’anno 2013. Mentre Yao Yudong, membro del comitato della banca centrale per la politica monetaria, chiedeva il ritorno ad un sistema ispirato da Bretton Woods.

Bretton Woods era il sistema di scambio stabilito dopo la seconda Guerra mondiale ed in seno al quale il dollaro era convertibile in oro parallelalmente a tutte le altre valute che erano convertibili in dollaro. Un nuovo sistema del genere basato sullo Yuan farebbe del dollaro, dell’euro e poi dello Yen, delle monete satellite.

L’agenzia di stampa cinese Xinhua ha pubblicato recentemente un articolo valorizzando la “disamericanizzazione” del mondo, che richiederebbe fra altro, lo stabilimento di una nuova moneta di riserva.

Il resto del mondo è stanco dall’uso abusivo della carta di credito, da parte degli americani, che viene rappresentata dal loro sistema di valuta – e sopratutto dallo stato di sorveglianza che è stato creato da tutta questa moneta gratis – non è sorprendente scoprire che numerose persone preferirebbero usare un nuovo sistema. Al ritmo con il quale l’oro si muove dall’Occidente verso l’Oriente, servirà poco tempo affinchè l’Oriente possa prendere alcune misure in questo senso.

Arriverà un giorno dove gli Usa dovranno imparare a vivere nei limiti dei propri mezzi. Visto la differenza tra i gudagni fiscali di Washington e le spese attuali, che ammontano a 6 trilioni di dollari all’anno, cioè un terzo del PIL statunitense, la situazione assomiglierà certamente a quella della Grecia. Gli Stati Uniti avranno però sempre la loro stampa di denaro. Sembra che siano pronti a fare la Storia.

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