Battaglia feroce tra compratori d’oro fisico e venditori d’oro cartaceo

 

Il World Gold Council (WGC) ha sottolineato nella sua ultima pubblicazione, la sorprendente evoluzione della domanda mondiale d’oro.

Il prezzo dell’oro è soggetto ad una battaglia feroce tra compratori d’oro fisico (in blu nel grafico qui sotto) ed i venditori d’oro cartaceo (in rosso nello stesso grafico qui sotto).

 

Nel primo trimestre 2013, quando diminuì lo stock d’oro sotto forma di ETF di 176.9 tonnellate nel giro di un anno, la domanda mondiale d’oro fisico sotto forma di monete aumentò del 10% per raggiungere 377.7 tonnellate e la domanda nel settore gioielli aumentò del 12% per raggiungere 551 tonnellate.

Questa tendenza dovrebbe proseguire nel secondo trimestre. Dopo il crollo dei corsi ad aprile seguito poi da una fase di debolezza dei prezzi, gli investitori hanno colto l’occasione per acquistare dell’oro. Nello stesso tempo i proprietari d’oro cartaceo continuavano a a vendere massicciamente i loro contratti. Una situazione paradossale che mise in evidenza le motivazioni ben diverse di questi due gruppi d’investitori.

Quelli che comprano monete e lingotti sono investitori a lungo termine  che non hanno interesse per la speculazione e vengono chiamati nel settore finanziario, “le mani forti”.

Quelli che comprano dell’oro cartaceo, che può essere comprato poi venduto facilmente e rapidamente come ogni opzione, hanno un atteggiamento più speculativo con una visione a breve o a medio termine e sono più reattivi ai segnali rilasciati dall’analisi grafica, come l’abbiamo visto a metà aprile. Ma alla fine, vendere non è stato vantaggioso per loro perché i prezzi hanno raggiunto il picco più basso (1322 dollari l’oncia) subito dopo la rottura della linea di sostegno. Hanno venduto nel momento peggiore. Nel mondo della finanza, diciamo che sono “le mani deboli”.

 

>> Leggere l’articolo completo in francese cliccando qui

 

Speak Your Mind

*