Le banche centrali comprano oro per diversificare le proprie riserve e proteggersi dalla svalutazione del dollaro

 

Le banche centrali di Stati Uniti e Giappone hanno annunciato recentemente altri allegerimenti quantitativi mentre la Banca centrale europea ha programmato nuovi acquisti di bond.

Queste misure, create inizialmente per rilanciare l’economia, spingono alcune banche centrali verso l’acquisto d’oro per diversificare le proprie riserve con la volontà di proteggersi dall’eventuale svalutazione del dollaro americano. Questi paesi vogliono difendere le loro riserve sfruttando un bene rifugio come l’oro.

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Cosi tra giugno e luglio, le riserve della Corea del Sud sono cresciute di quasi il 30%, passando da 1.750 millioni oncie di 2.260 millioni oncie, cioè circa 70 tonnellate.

La Russia deteneva 29.516 millioni d’oncie ed a luglio è ormai passata sopra 1.750 millioni di oncie. Secondo il FMI,  la Russia ha più che raddoppiato le sue riserve d’oro nel giro di 5 anni…

La Turchia ed il Kazakistan anche loro hanno aumentato considerabilmente le proprie riserve di metallo giallo.

La Banca centrale europea ha stabilizzato le sue riserve d’oro intorno a 16.142 millioni di oncie. Da giugno fino a luglio, gli Stati Uniti hanno mantenuto le proprie riserve a 8000 tonnellate (se le cifre sono esatte). Le hanno stoccate nelle camere blindate sottoranee della Federal Reserve Bank di New York e poi a FortKnox nel Kentucky.

Storicamente le banche centrali detengono riserve d’oro per proteggersi contro eventuali scenari catastrofici in cui la moneta fiduciaria sarebbe condannata a sparire: l’oro tornerebbe al primo piano da gold standard.

Le 20 banche centrali più grandi detengono in media il 38% delle loro riserve in oro. I paesi emergenti rimangono ancora sotto tono rispetto ai paesi più sperimentati, ma a a breve quel ritardo sarà colmato.

Qui sotto, la classifica delle 20 più grandi riserve d’oro al mondo (Agosto 2012, FMI):

Le banche centrali che avevano posizioni short durante gli 20 ultimi anni, possiedono ormai delle posizioni long in un contesto di rallentamento economico e di crisi del debito sovrano. Nel 2011, hanno moltiplicato per 5 i loro acquisti d’oro per raggiungere il volume annuale più importante dal 1964.

Nel 2012 si conferma questa tendenza e ciò dovrebbe costituire peraltro un supporto interessante per l’oro nei prossimi mesi.

 

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